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Voce marcata come ‘Lotta di liberazione’

Dietro front del Ministro Brunetta

Luglio 4, 2008 · 1 Commento

Dietro front del Ministro Brunetta

Il Museo di Tasso è salvo. Nessuna chiusura in vista per la struttura che celebra la storia della Liberazione italiana.

Il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, di concerto con il ministero della Semplificazione, emanerà una nota in cui spiega che il decreto taglia enti si riferisce alle strutture che svolgono “attività strumentali per un ministero”. Un dietro front che fa tirare un sospiro di sollievo a tutti, perché in ballo c’era un pezzo della storia degli italiani, il luogo che è stato lo scenario delle torture dei nazisti ai danni di decine di antifascisti.

http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=54300

 

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IL MUSEO DELLA LIBERAZIONE CHIUDERA’ I BATTENTI?

Luglio 3, 2008 · Lascia un Commento

A volte capita che vengano approvate leggi e provvedimenti che passano sotto silenzio e vengono ignorati dalla maggior parte dell’opinione pubblica, ma che, a causa della loro genericità e della molteplicità di situazioni cui fanno riferimento, contengono delle implicazioni dai risvolti inquietanti ed imprevedibili, la cui gravità si evince solo a fatto compiuto.

E’ quanto accadrà al Museo storico della Liberazione di Via Tasso, con sede nell’edificio che fu prigione della Gestapo a Roma, che tra circa 60 giorni non esisterà più e verrà sostituito da un organo ministeriale.

Infatti, l’articolo 26 del Decreto Legge 25 giugno 2008, n. 112, emanato dal Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, prevede che, entro 60 giorni, vengano soppressi gli enti pubblici non economici con organico inferiore a 50 persone: tra questi rientrerebbe anche il Museo della Liberazione.

Il paradosso: per ragioni di economia, viene sciolto un ente il cui funzionamento si basa sul lavoro volontario, dato che il Museo grava sul bilancio dello Stato solo per un contributo ordinario di circa 51000 € annui previsti per legge e per il trattamento economico dell’unico dipendente comandato (dei 2 previsti) e si sostiene quasi per intero grazie al lavoro di collaboratori volontari o remunerati occasionalmente. E’ da sottolineare che il Museo, in dieci anni ha più che raddoppiato i suoi visitatori e allargato la sua visibilità (la stazione metro Manzoni è contraddistinta con la segnalazione del Museo) e, oltre a rappresentare un significativo luogo della memoria di enorme valore storico e culturale (recentemente è stato invitato a partecipare al coordinamento internazionale dei luoghi della memoria e della coscienza),  è presente nei principali cataloghi e guide del turismo culturale mondiale. Proprio la sua autonomia è stata a garanzia della flessibilità che gli ha permesso di essere ad un tempo all’interno di una rete di relazioni istituzionali interne e internazionali, dall’altro di entrare in relazione con scuole associazioni, gruppi, centri di studio e di ricerca italiani, europei e di altri paesi.

Sarà in grado l’opposizione parlamentare, in sede di conversione in legge del Decreto Brunetta, di presentare un emendamento finalizzato a salvare il Museo, simbolo della lotta del popolo italiano contro il nazifascismo? O dovremo assistere, impotenti, all’eliminazione di un significativo riferimento ai valori fondanti della Repubblica e della Costituzione?

Per ulteriori informazioni sul Museo, www.viatasso.eu

 

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