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Voce marcata come ‘scuola pubblica’

Cominciamo bene da piccoli!

Aprile 29, 2008 · Lascia un Commento

Il finanziamento pubblico alla scuola privata, com’è noto, è espressamente escluso dall’Art. 33 della Costituzione ma, come è altrettanto noto, viene in effetti attuato sia direttamente sia indirettamente sia dagli Enti centrali dello Stato sia dagli Enti territoriali. L’elemento pragmatico su cui si fonda l’elusione della Costituzione è, in sostanza, che la scuola statale non riesce da sola a fornire il servizio a cui è chiamata e pertanto in Italia vige di fatto un sistema educativo misto pubblico-privato. Naturalmente tutto ciò viene supportato da grandi principi valoriali, quale il diritto dei genitori ad assicurare ai figli l’educazione che ritengono più opportuna, e qui entrano in gioco le scuole dichiaratamente confessionali. Io cattolico non ho forse il diritto di mandare i miei figli in un istituto che mi assicuri una formazione coerente con i miei principi (che diventano pure i principi di altri soggetti)?

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E’ un po’ come il Servizio Sanitario Nazionale cui contribuiscono istituti dello Stato ed istituti privati (guarda caso, molto spesso sotto l’egida della stessa Istituzione che controlla gran parte delle scuole private). Solo che quello educativo è un settore strategico per una Nazione. Qui non si tratta di assicurare il prolungamento della vita media o il miglioramento della qualità della vita (cose peraltro evidentemente di straordinario impatto sociale). C’è in gioco ben altro: il futuro dei nostri figli e della nostra società. Che mi giova campare 20 anni di più se il vivere in una società che ha perso il senso della dignità umana diviene un peso insopportabile? E non è un segno emblematico, quasi profetico, il parlare che si fa oggi (sottovoce per carità) di testamento biologico o di eutanasia?

E’ in gioco l’essenza stessa della nostra civiltà. I segni ci sono tutti. I flussi migratori non si fermano con le armi e con leggi di stampo poliziesco: il futuro è solo nella integrazione di culture, società, religioni diverse, nel rispetto reciproco e nella condivisione dei valori autenticamente umani. E dove questo può avvenire se non nella scuola e quando, se non nella prima gioventù allorché si è liberi da preconcetti e condizionamenti culturali?

Ma se la scuola diviene un semplice insieme di componenti ben distinte, quella pubblica (destinata di fatto alla fascia più bassa della società), quella privata a cui accedono i benestanti, quella cattolica fatta per i benpensanti e domani quella islamica per i seguaci di del Profeta o chi sa cosa che speranza abbiamo per il futuro?

Non è per caso che la classe politica si è venduto per un pacco di voti (quelli cattolici per intendersi) e per il consenso di un gruppo di potere (quello della Gerarchia cattolica) il pezzo principale dello Stato?

Categorie: Religione e laicità: la scelte · dall'asilo al liceo
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